Come si misura il ritorno della ricerca interna
Cinque numeri per capire quanto fatturato produce la ricerca del tuo e-commerce, con i riferimenti reali di un catalogo in produzione e due trappole da evitare.
La ricerca interna è uno dei pochi investimenti sull’e-commerce il cui ritorno si può calcolare con precisione. Non serve un modello di attribuzione complicato: serve sapere quali domande fare ai dati. Questo articolo elenca le metriche che contano, nell’ordine in cui conviene guardarle.
Perché le metriche abituali non bastano
Il report standard di ricerca interna che trovi negli strumenti di analisi dice quante ricerche sono state fatte e quali sono i termini più cercati. Sono informazioni utili per il merchandising, ma non rispondono alla domanda che interessa alla direzione: quanto fatturato produce la ricerca?
Per arrivarci servono cinque numeri, in sequenza.
1. Ricerche che portano a un click
La percentuale di ricerche dopo le quali il cliente apre almeno una scheda prodotto.
È l’indicatore di pertinenza: misura se quello che il cliente vede assomiglia a quello che ha chiesto. Sotto il 50% hai un problema di pertinenza dei risultati, non di assortimento.
Riferimento reale: su HiGift, e-commerce di regalistica aziendale con catalogo in cinque lingue, questa quota era al 60,47% sul cumulato dall’attivazione e all’85,87% nel mese di luglio 2026.
2. Ricerche senza risultati
La percentuale di ricerche che restituisce zero prodotti. Nei cataloghi ampi si colloca tipicamente fra il 15% e il 30% prima di qualsiasi intervento.
È l’indicatore di copertura. Ogni punto percentuale recuperato qui è traffico ad altissima intenzione che smette di uscire dal sito.
3. L’imbuto completo della ricerca
I passaggi da misurare sono cinque:
- Ricerca inviata
- Risultato aperto
- Prodotto aggiunto al carrello
- Checkout avviato
- Ordine completato
Guardare i passaggi uno per uno serve a capire dove si perde. Se il passaggio da ricerca a click è ottimo ma quello da click a carrello è pessimo, il problema non è la ricerca: sono le schede prodotto o il prezzo.
Riferimento reale (HiGift, luglio 2026): 5.252 ricerche → 4.510 risultati aperti → 572 aggiunte al carrello → 226 checkout avviati → 107 ordini completati.
4. Fatturato e margine generati dalla ricerca
Il fatturato degli ordini in cui la ricerca ha avuto un ruolo nel percorso d’acquisto. E, se il tuo sistema lo consente, il margine su quegli stessi ordini — che è il numero che interessa davvero al controllo di gestione.
Riferimento reale (HiGift, luglio 2026): 36.967 € di fatturato e 24.156 € di margine attribuiti alla ricerca, su un cumulato di 129.462 € di fatturato dall’attivazione.
5. Il valore di una singola ricerca
È il numero che rende immediato il calcolo del ritorno, e sorprendentemente pochi lo calcolano:
Valore di una ricerca = fatturato generato dalla ricerca ÷ numero di ricerche
Sui dati HiGift di luglio 2026: 36.967,39 € ÷ 5.252 ricerche = 7,04 € per ricerca. Sul cumulato dall’attivazione: 129.462,05 € ÷ 30.616 = 4,23 € per ricerca.
Con questo numero in mano il calcolo diventa banale. Se una ricerca vale 7 €, recuperare 100 ricerche fallite al mese vale 700 € al mese. Confronta con il canone e hai la risposta.
Attenzione a due trappole
Il numero di ricerche non è una metrica di successo
Un aumento delle ricerche può significare due cose opposte: più interesse, oppure clienti che ripetono la stessa ricerca perché la prima non ha funzionato. Va sempre letto insieme alla quota di ricerche che portano a un click.
Su HiGift, a luglio 2026 le ricerche sono calate del 26,65% rispetto al periodo precedente mentre il fatturato generato dalla ricerca è cresciuto del 4,23%. Meno ricerche, più risultati: è il segno che le ricerche ripetute a vuoto sono diminuite.
L’attribuzione va concordata prima
«Ordine generato dalla ricerca» può significare cose diverse: l’ultimo click prima dell’acquisto, qualsiasi ricerca nella sessione, qualsiasi ricerca nei sette giorni precedenti. Nessuna definizione è sbagliata, ma va fissata prima di firmare e mantenuta nel tempo, altrimenti i confronti fra periodi non valgono nulla.
Il minimo indispensabile
Se devi partire da zero, procurati questi due numeri prima di qualsiasi valutazione:
- La percentuale di ricerche che restituisce zero risultati.
- La percentuale di ricerche che porta ad aprire una scheda prodotto.
Bastano a stabilire se c’è un problema e quanto è grande. Tutto il resto viene dopo.
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